Cosa sono le Criptovalute e come funzionano

Se ti sei mai chiesto “Cosa sono le criptovalute” e soprattutto come funzionino, beh, sei capitato nell’articolo giusto perché è proprio l’argomento di cui parleremo.

 

Esse non solo sono una moneta di scambio, al tempo stesso rappresentano un metodo di pagamento online costruito sulla base di un meccanismo senza dubbio rivoluzionario.

cosa sono le criptovalute e i bitcoin

 

I mercati delle criptovalute sono decentrati rispetto a quelli tradizionali, ciò significa che non c’è nessun ente centrale che le emette, che le protegge e ne controlla la diffusione.

 

In questo articolo parleremo dei seguenti temi:

  • Cosa sono le criptovalute e come vengono gestite;
  • Criptovalute: la tecnologia blockchain;
  • Minare le criptovalute;
  • Come cambia l’economia con le criptovalute.

 

Pronto a scoprire questo nuovo e affascinante mondo della finanza digitale? Partiamo!

Cosa sono le criptovalute e come vengono gestite

Le criptovalute (cryptocurrency in inglese), la più famosa delle quali è Bitcoin, sono la prima tipologia di moneta nella storia a essere completamente svincolate da una banca centrale o dagli istituti finanziari di uno stato, e dunque in tutto e per tutto un’alternativa alle valute tradizionali. Ma non solo.

Le criptovalute vengono direttamente gestite dai privati che le detengono, grazie a dei sistemi di crittografia digitale, l’ultimo dei quali è rappresentato dalla tecnologia blockchain (di cui abbiamo parlato in questo articolo).

Dunque, non sono solo una semplice moneta virtuale ma un vero e proprio sistema che:

  • non è legato all’andamento economico e finanziario di un particolare paese nel mondo;
  • non è legato a tassi d’interesse o alle politiche monetarie nazionali e internazionali;
  • ne garantisce il valore grazie alle sue immutabili unità crittografiche, ovvero al loro specifico codice.

Attenzione però: una criptovaluta non è una valuta digitale.

Quest’ultima infatti ha le stesse caratteristiche delle valute tradizionali, e come queste sono emesse da un’autorità centrale ed esistono solo nel mercato digitale. 

 

Tra le oltre 2000 criptovalute oggi esistenti, la maggior parte delle quali di poco valore, le principali sono:

  • Bitcoin;
  • Ethereum;
  • Ripple;
  • EOS;
  • Stellar (XLM)
  • Litecoin;
  • NEO.

La prima criptovaluta mai creata è la famosissima Bitcoin, il cui dominio è stato registrato online nel 2008 e la prima transazione è avvenuta nel 2009. 

Ma non solo Bitcoin, anche altre due monete virtuali, Ethereum e Ripple, rappresentano un ulteriore passo in avanti nella tecnologia e nel loro funzionamento.

La prima è il nome del sistema collegato a una valuta chiamata Ether, un network all’interno del quale poter creare persino contratti definiti intelligenti (smart contract) considerati denaro digitale a tutti gli effetti.

Ripple invece non è solo una criptovaluta, bensì un protocollo internet open source che funziona come un network di pagamenti, all’interno del quale effettuare transazioni mediante una valuta che porta lo stesso nome.

 

La tecnologia blockchain

La sicurezza delle criptovalute è garantita da un sistema di protezione, che fa parte dei lavori del futuro, chiamato blockchain (letteralmente catena di blocchi):

un registro digitale e condiviso di dati codificati che contiene le informazioni in ordine cronologico relative a ogni singola unità di criptovaluta esistente, nonché i trasferimenti che questa ha subito dal portafoglio di un utente a quello di un altro. 

 

I portafogli digitali disponibili per le criptovalute si suddividono in:

  1. portafogli per desktop;
  2. per dispositivi mobili o portafogli online;
  3. hardware o con supporto cartaceo.

 

ragazzo con post-it con su scritto "blockchain"Il protocollo che codifica i dati delle criptovalute è praticamente inviolabile, e questo di per sé garantisce la loro correttezza e validità. 

Ogni singola unità non è dunque altro che una serie numerica concatenata secondo uno specifico codice sorgente e organizzata sotto forma di una catena di blocchi. Chiunque possieda la singola unità, possiede anche questa serie numerica, salvata per così dire su un indirizzo web che gli permette di effettuare le transazioni.

Qualsiasi tentativo di alterare i dati di ogni singola unità di criptovaluta blocca automaticamente i collegamenti tra i blocchi della catena, permettendo così d’identificare, per così dire, l’intruso e segnalarlo come fraudolento dai server della rete.

 

Il processo e l’insieme di calcoli complessi che permette di creare una blockchain, mediante il controllo delle transazioni effettuate e l’aggiunta di nuovi blocchi, è detto mining e, in gergo tecnico, si dice che i blocchi vengono minati. Vediamo come nel prossimo paragrafo.

 

Minare le criptovalute

All’interno della rete esistono alcuni computer detti miners (minatori) che garantiscono che il processo di creazione della criptovaluta attraverso la blockchain sia svolto correttamente.

Tramite calcoli davvero complessi, i miners sono dunque in grado di creare i nuovi blocchi della catena dei dati, selezionando le ultime transazioni effettuate, dette “da revisionare”, per verificare l’effettiva disponibilità di fondi al fine di completarle.

Controllando e confrontando i dati con la cronologia delle transazioni precedenti, già presenti all’interno della blockchain.

Una volta eseguito il controllo, i miners procedono a una seconda verifica, per verificare che il mittente della transazione abbia effettivamente trasferito i fondi necessari attraverso la sua chiave privata.

Una criptovaluta ha però un limite massimo di pezzi “minabili” (o coniabili). Il Bitcoin ad esempio può arrivare massimo a 21 milioni di pezzi.

Man mano che si avvicina il limite massimo minare nuovi pezzi diventerà sempre più complesso e più dispendioso in termini di risorse hardware, perché più complessi diventano i calcoli che il sistema deve effettuare per completare la nuova blockchain.

 

Criptovalute: come cambia l’economia

Il mondo delle criptovalute è sicuramente esaltante e rivoluzionario, soprattutto per le possibilità che questi nuovi soldi virtuali possono offrire in termini d’investimenti.

Al tempo stesso però, essendo nate senza alcun tipo di controllo, esistono investimenti per scopi oscuri nel mercato nero e illegale presente nel Deep Web, in quanto esse garantiscono che la transazione avviene in forma completamente anonima.

Mittente e destinatario infatti non hanno nome e cognome, ma tutto ciò che compare all’esterno è solo una serie di numeri

Per essere considerate come una valida alternativa nei mercati internazionali al pari delle valute tradizionali, dovranno essere abbandonata sicuramente la loro decentralizzazione e dovranno essere accettati regolamenti e controlli sul loro utilizzo. 

È quindi necessario ottimizzare o, persino, limitare alcune loro funzioni al fine di evitare che l’illegalità divaghi nel sistema.

 

E tu? Hai mai investito in queste valute virtuali o, ora che sai cosa sono le criptovalute, incomincerai a farlo?

Scrivilo nei commenti!

 

Victor.

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